1. Veduta aerea di Casiroli, 1950
2. Veduta aerea di Casiroli, 2026
3. Abitante di Casiroli,
     Fotografia rinvenuta in loco

4.  Asphodelus albus
     specie endemica, minacciata e protetta
5. Resti animali, vegetali e manufatti agricoli
6. Terrazzamenti incolti invasi dalla vegetazione,
     veduta Est-Ovest

7. Terrazzamenti incolti invasi dalla vegetazione,
     veduta Ovest-Est

8. Muro a secco degradato
9. Uovo di Circaetus gallicus – Biancone
     specie vulnerabile osservata nella regione

10. Edificio centrale
11. Casiroli, allargando lo sguardo
12.  Lacerta bilineataRamarro
       specie endemica, minacciata e protetta
13.  I proprietari attuali incontrano l'associazione
14.  Picchio rosso maggiore, abitante di Casiroli
15.  Doronicum pardalianchesDoronico medicinale,
       specie endeminca, minacciata e protetta.
       Osservata a Casiroli.
16. Edificio centrale, sede dell'Associazione
17.    Rudere
18.    Dettaglio: finestra e facciata a calce
19.    Dettaglio: tetto e facciata a calce
20.    Sentiero per Casiroli
21.    Tiglio monumentale sul sentiero per Casiroli
22.    Interno
23.    Canopea
24.    Interno
25.    Rimanenze e artefatti
26.    Porta massiccia
27.    Muro a secco
28.    Tavolato
29.    Dettaglio: ripiano
31.    Focolare aperto
30.    Cucina
32.    Pavimento in lastre di pietra
33.    Tavolato
Un nucleo storico in Valle di Muggio. Fragile testimonianza di un abitare quasi scomparso,
a cui l'associazione rivolge la propria cura,
definendo
uno spazio
collettivo e multispecie in continuo cambiamento
grazie all'integrazione di esperienze diverse.
E ci serve una mano.
Casiroli

Casiroli è un piccolo nucleo storico in Valle di Muggio, un insediamento di poche case immerse nella faggeta vicino a Scudellate, proprio nel punto in cui il bosco si apre improvvisamente alla valle. Qui l'architettura vernacolare s'intesse con l'ambiente in un sistema coerente, capace ancora oggi di raccontare la storia di un abitare rurale oramai diradatosi. Ma a Casiroli, come in altre regioni di montagna, l'esaurirsi della vita contadina ha dato avvio ad una profonda trasformazione ecologica e paesaggistica. Il bosco sta riconquistando i terrazzamenti, i margini ecotonali si stanno contraendo e le strutture architettoniche, un tempo animate dai ritmi della quotidianità, stanno via via crollando. Così, con il deteriorarsi materiale ed ecologico del sito, si erode la memoria e la conoscenza di quelle pratiche che, una pietra posata e un colpo di falce alla volta, hanno nei secoli modellato uno dei più bei paesaggi svizzeri.

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Se per ora Casiroli resiste – riuscendo, nelle deteriorate sembianze attuali, a restituire una testimonianza della sua storia – l'abbandono in cui versa ne minaccia severamente l'integrità. Ciononostante la sua natura e la sua storia potrebbero, se conservate, essere ancora interpretate, comprese e trasmesse. In questo senso il nucleo non rappresenta un frammento relitto di un passato da proteggere, ma un intreccio di relazioni vive, ancora capaci di dialogare con il presente. Ciò che resta non è sola rimanenza: è un invito all'esplorazione dei nostri luoghi e della nostra storia, per quelle vie in cui il paesaggio si rivela memoria collettiva, e la memoria collettiva, paesaggio.

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1.Veduta aerea di Casiroli, 1950
2.Veduta aerea di Casiroli, 2026
3.Abitante di Casiroli
fotografia rinvenuta in loco
4.Resti e manufatti
5.Asphodelus albus
specie minacciata e protetta,
osservata a Casiroli
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Un nucleo storico
in Valle di Muggio.
Fragile testimonianza
di un abitare quasi
scomparso,
Il progetto

Il progetto nasce con l'obbiettivo di valorizzare e rigenerare il nucleo, dapprima indirizzando gli sforzi all'edificio centrale, il più grande e in miglior condizione. L'associazione intende inserire il proprio operato nella traccia delle pratiche sospese: ne immagina il proseguimento e ne cura la realizzazione.

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a cui l'associazione rivolge la propria cura,
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L'acquisizione dell'immobile centrale costituisce il presupposto operativo per garantire l'accesso e il coordinamento degli interventi. Sebbene una parte significativa dei fondi destinati all'acquisto sia stata raccolta grazie al contributo dei membri dell'associazione, la vitalità del progetto dipende ancora dai finanziamenti necessari al suo sviluppo nel lungo periodo.
Nelle fasi successive il progetto prevede la valorizzazione dei terrazzamenti, la manutenzione dei muri a secco, la gestione delle superfici aperte e la messa in sicurezza degli edifici esistenti.

6.Terrazzamenti incolti (Est-Ovest)
7.Terrazzamenti incolti (Ovest-Est)
8.Uovo di Biancone, specie vulnerabile
osservata nella regione
9.Edificio centrale

Gli interventi su acqua, smaltimento, impianti ed elementi costruttivi verranno definiti in relazione alle particolari condizioni del luogo: accessi­bilità limitata, assenza di infrastrutture, vincoli legati alla protezione delle acque e allo statuto degli edifici fuori zona edificabile.
Il progetto non è guidato dalla volontà di ristabilire uno stato precedente ma dalla necessità di mantenere operative le relazioni tra le sue parti, così da rendere il sito nuovamente abitabile. Le modalità d'intervento previste privilegiano la combinazione di competenze e approcci diversi, al fine di favorire lo scambio intergenerazionale e la trasmissione di conoscenze. I gruppi di lavoro opereranno dunque su scala ridotta, in modo non continuativo, in base alle esigenze specifiche del sito.

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Casiroli conta 5 fuochi e 30 abitanti
1888
L'ultimo abitante lascia Casiroli
1986
Crolla il primo edificio del nucleo
2001
Nasce l'associazione
Bivio Casiroli
2025
Fase 2
Restauro conservativo delle strutture esistenti e ripristino dei terrazzamenti più vicini.
Fase 3
Manutenzione e riapertura dei prati, manutenzione della vegetazione.
Fase 4
Avvio di residenze temporanee, laboratori e attività partecipative.
La visione

Casiroli è molte cose: uno spazio multiforme, uno spazio multispecie, uno spazio collettivo. È un luogo in cui pratiche, processi ecologici e presenza umana coesistono e assumono nel tempo configurazioni variabili.
È un habitat condiviso, in cui le relazioni tra umani e non umani concorrono a definirne la mutevole identità. È una dimora temporanea, che si rende accessibile a gruppi e a individui, e in cui la partecipazione garantisce la manutenzione e il perpetuarsi delle pratiche di gestione.
Ma soprattutto è ciò che è ancora da venire. L'associazione non definisce infatti un esito formale ma una condizione operativa: mantenere il sito vivo per permettere il continuo rinnovarsi di Casiroli.

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definendo uno spazio collettivo e multispecie in continuo cambiamento
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10.Casiroli, allargando lo sguardo
11.Lacerta bilineataRamarro
specie endemica
minacciata e protetta
L'associazione

L'associazione Bivio Casiroli nasce per contrastare l'abbandono del nucleo e promuoverne la rigenerazione attraverso un processo di manutenzione fondato sulla riadozione di pratiche collettive di cura e presenza.

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Il comitato promotore è composto da sei persone tra i trenta e i quarant'anni, con competenze multidisciplinari e un forte radicamento nel territorio. Il gruppo riunisce l'operatore sociale Ingo Braik, l'ecologo Biagio Pagliarani, la regista Agnese Làposi, l'architetto Mattia Pretolani, l'esperta di politiche agricole europee e cooperazione internazionale Sinay Gandenberger, e l'agricoltrice e agronoma Marta Cavallini. Questa diversità permette una gestione più ricca e articolata e consente al progetto di radicarsi in un tessuto di relazioni già attive: associazioni agricole, enti di tutela del paesaggio, cooperative sociali e realtà culturali del Cantone.

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grazie all'integrazione di esperienze diverse.
12.Incontro con l'associazione
13.Picchio rosso maggiore
abitante di Casiroli
14.Doronicum pardalianches
specie minacciata e protetta.
Osservata a Casiroli.
Sostieni Casiroli

È possibile contribuire al progetto attraverso una donazione libera, destinata all'acquisizione del primo immobile e all'avvio delle attività di recupero e gestione del nucleo. I fondi raccolti sosterranno gli interventi prioritari sul paesaggio e sugli edifici, la manutenzione delle superfici aperte e la realizzazione delle prime infrastrutture necessarie alla presenza sul sito. Ogni contributo rappresenta un sostegno concreto alla salvaguardia e alla valorizzazione di un fragile patrimonio paesaggistico e culturale della Valle di Muggio e concorre così a mantenere vivo un luogo in cui memoria, pratiche e dinamiche ecologiche continuano a intrecciarsi nello spazio e nel tempo.

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15.Rudere
16.Edificio centrale
sede dell'Associazione
17.Finestra, facciata a calce
18.Sentiero per Casiroli
19.Tetto e facciata a calce
20.Tiglio monumentale
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28.Dettaglio: ripiano
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30.Cucina
31.Pavimento in lastre di pietra
32.Tavolato