Casiroli è un piccolo nucleo storico in Valle di Muggio, un insediamento di poche case immerse nella faggeta vicino a Scudellate, proprio nel punto in cui il bosco si apre improvvisamente alla valle. Qui l'architettura vernacolare s'intesse con l'ambiente in un sistema coerente, capace ancora oggi di raccontare la storia di un abitare rurale oramai diradatosi. Ma a Casiroli, come in altre regioni di montagna, l'esaurirsi della vita contadina ha dato avvio ad una profonda trasformazione ecologica e paesaggistica. Il bosco sta riconquistando i terrazzamenti, i margini ecotonali si stanno contraendo e le strutture architettoniche, un tempo animate dai ritmi della quotidianità, stanno via via crollando. Così, con il deteriorarsi materiale ed ecologico del sito, si erode la memoria e la conoscenza di quelle pratiche che, una pietra posata e un colpo di falce alla volta, hanno nei secoli modellato uno dei più bei paesaggi svizzeri.
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Se per ora Casiroli resiste – riuscendo, nelle deteriorate sembianze attuali, a restituire una testimonianza della sua storia – l'abbandono in cui versa ne minaccia severamente l'integrità. Ciononostante la sua natura e la sua storia potrebbero, se conservate, essere ancora interpretate, comprese e trasmesse. In questo senso il nucleo non rappresenta un frammento relitto di un passato da proteggere, ma un intreccio di relazioni vive, ancora capaci di dialogare con il presente. Ciò che resta non è sola rimanenza: è un invito all'esplorazione dei nostri luoghi e della nostra storia, per quelle vie in cui il paesaggio si rivela memoria collettiva, e la memoria collettiva, paesaggio.
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Il progetto nasce con l'obbiettivo di valorizzare e rigenerare il nucleo, dapprima indirizzando gli sforzi all'edificio centrale, il più grande e in miglior condizione. L'associazione intende inserire il proprio operato nella traccia delle pratiche sospese: ne immagina il proseguimento e ne cura la realizzazione.
L'acquisizione dell'immobile centrale costituisce il presupposto operativo per garantire l'accesso e il coordinamento degli interventi. Sebbene una parte significativa dei fondi destinati all'acquisto sia stata raccolta grazie al contributo dei membri dell'associazione, la vitalità del progetto dipende ancora dai finanziamenti necessari al suo sviluppo nel lungo periodo.
Nelle fasi successive il progetto prevede la valorizzazione dei terrazzamenti, la manutenzione dei muri a secco, la gestione delle superfici aperte e la messa in sicurezza degli edifici esistenti.
Gli interventi su acqua, smaltimento, impianti ed elementi costruttivi verranno definiti in relazione alle particolari condizioni del luogo: accessibilità limitata, assenza di infrastrutture, vincoli legati alla protezione delle acque e allo statuto degli edifici fuori zona edificabile.
Il progetto non è guidato dalla volontà di ristabilire uno stato precedente ma dalla necessità di mantenere operative le relazioni tra le sue parti, così da rendere il sito nuovamente abitabile. Le modalità d'intervento previste privilegiano la combinazione di competenze e approcci diversi, al fine di favorire lo scambio intergenerazionale e la trasmissione di conoscenze. I gruppi di lavoro opereranno dunque su scala ridotta, in modo non continuativo, in base alle esigenze specifiche del sito.

Casiroli è molte cose: uno spazio multiforme, uno spazio multispecie, uno spazio collettivo. È un luogo in cui pratiche, processi ecologici e presenza umana coesistono e assumono nel tempo configurazioni variabili.
È un habitat condiviso, in cui le relazioni tra umani e non umani concorrono a definirne la mutevole identità.
È una dimora temporanea, che si rende accessibile a gruppi e a individui, e in cui la partecipazione garantisce la manutenzione e il perpetuarsi delle pratiche di gestione.
Ma soprattutto è ciò che è ancora da venire. L'associazione non definisce infatti un esito formale ma una condizione operativa: mantenere il sito vivo per permettere il continuo rinnovarsi di Casiroli.


L'associazione Bivio Casiroli nasce per contrastare l'abbandono del nucleo e promuoverne la rigenerazione attraverso un processo di manutenzione fondato sulla riadozione di pratiche collettive di cura e presenza.
Il comitato promotore è composto da sei persone tra i trenta e i quarant'anni, con competenze multidisciplinari e un forte radicamento nel territorio. Il gruppo riunisce l'operatore sociale Ingo Braik, l'ecologo Biagio Pagliarani, la regista Agnese Làposi, l'architetto Mattia Pretolani, l'esperta di politiche agricole europee e cooperazione internazionale Sinay Gandenberger, e l'agricoltrice e agronoma Marta Cavallini. Questa diversità permette una gestione più ricca e articolata e consente al progetto di radicarsi in un tessuto di relazioni già attive: associazioni agricole, enti di tutela del paesaggio, cooperative sociali e realtà culturali del Cantone.
È possibile contribuire al progetto attraverso una donazione libera, destinata all'acquisizione del primo immobile e all'avvio delle attività di recupero e gestione del nucleo. I fondi raccolti sosterranno gli interventi prioritari sul paesaggio e sugli edifici, la manutenzione delle superfici aperte e la realizzazione delle prime infrastrutture necessarie alla presenza sul sito. Ogni contributo rappresenta un sostegno concreto alla salvaguardia e alla valorizzazione di un fragile patrimonio paesaggistico e culturale della Valle di Muggio e concorre così a mantenere vivo un luogo in cui memoria, pratiche e dinamiche ecologiche continuano a intrecciarsi nello spazio e nel tempo.
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La donazione può essere effettuata tramite bonifico bancario, utilizzando il codice IBAN e il QR-code riportati qui accanto. La maggior parte delle app bancarie svizzere permette di scansionare direttamente il codice QR per compilare automaticamente i dati del pagamento.
Nella causale del bonifico vi chiediamo di indicare il vostro nome e cognome, così da poter associare correttamente il contributo e, se lo desiderate, ringraziarvi personalmente.
È inoltre possibile sostenere il progetto tramite un prestito.
Per qualsiasi domanda, per ricevere conferma della donazione o per informazioni sulla formula del prestito, potete sempre scriverci a biviocasiroli@etik.com.
Associazione Bivio Casiroli
CH66 8080 8005 3949 6868 1